L’energia che utilizziamo per le nostre attività quotidiane viene ricavata in prevalenza da combustibili fossili che cioè derivano dalla trasformazione (carbogenesi), sviluppatasi in milioni di anni, di sostanze organiche che si sono depositate sottoterra nel corso delle ere geologiche, e trasformate in materie ricche di carbonio.
Sono combustibili fossili il petrolio e altri idrocarburi naturali, il carbone, il gas naturale.
I combustibili fossili sono fonte di energia esauribile o non rinnovabile. Sono da considerarsi energie rinnovabili quelle generate da fonti che si rigenerano o non sono “esauribili” nella scala dei tempi “umani” e il cui consumo non intacca le riserve naturali per le generazioni future. Sono “fonti di energia rinnovabile” il sole, il vento, l’acqua, il calore della Terra, ovvero quelle fonti il cui utilizzo attuale non ne pregiudica la disponibilità nel futuro.
Le fonti rinnovabili vengono anche definite “energie pulite” (in quanto non producono anidride carbonica e hanno impatti pari a zero o comunque molto contenuti sull’ambiente).
Un discorso a parte merita l’energia nucleare che, insieme alle fonti rinnovabili e alle fonti fossili, è una fonte di energia primaria ovvero è presente in natura e non deriva dalla trasformazione di altra forma di energia.
Box energia nucleare
L’energia nucleare è data da un processo indotto di fissione del nucleo di un atomo (di uranio, plutonio..) che si spezza e libera una grande quantità di energia; in alternativa si può ottenere energia nucleare attraverso la fusione di più atomi (idrogeno, deuterio, trizio) che si fondono insieme rilasciando notevoli quantità di energia.
La prima persona che intuì la possibilità di ricavare energia dal nucleo dell’atomo fu lo scienziato Albert Einstein nel 1905.
Il processo di fissione indotta viene usato per produrre energia nelle centrali nucleari. In Italia nel 1987 un referendum popolare ha deciso il blocco dell’attività delle centrali nucleari. Per questo sul territorio italiano oggi non abbiamo più centrali nucleari, le ultime sono state dismesse o convertite alla produzione di altre forme di energia.
L’energia nucleare è utilizzata in vari modo dall’uomo per le sue attività e in molti paesi rappresenta una fonte di energia molto utilizzata (ad esempio in Francia o in Spagna). Ricordiamo anche che l’uomo ne ha fatto un cattivo uso (la bomba atomica è stata costruita con l’utilizzo di energia nucleare), provocando distruzione e morte quando è stata utilizzata in Giappone durante la seconda guerra mondiale.
L’energia nucleare presenta dei vantaggi in quanto consente di produrre molta energia con poco inquinamento da anidride carbonica (quello che comporta l’effetto serra), di ridurre le importazioni di petrolio, ha dei costi molto bassi rispetto ad altri tipi di energia. Ma l’energia nucleare è anche potenzialmente molto dannosa in caso di incidenti e anche se le moderne tecnologie rendono più sicuro il processo di produzione, un minimo rischio esiste.
Il processo di produzione dell’energia nucleare produce inoltre materiali residui ad elevata radioattività che emettono radiazioni penetranti; il materiale di scarto è dunque molto tossico per l’ambiente e la salute umana e richiede dunque precauzioni nel trattamento di smaltimento. Le scorie radioattive inoltre perdono la loro tossicità dopo migliaia di anni. Per questo oggi molti paesi del mondo (anche l’Italia) sono contrari ad avere centrali che producono energia nucleare.
Un’altra fonte di energia pulita è costituita dalle biomasse. Si tratta di masse biologiche formate prevalentemente da piante, residui legnosi, scarti di lavorazioni e deiezioni animali che attraverso processi di trasformazione di tipo biochimico (utilizzando cioè microrganismi come funghi o enzimi) o di tipo termo-chimico (sfruttando reazioni chimiche che si innescano con il calore) sprigionano energia utilizzabile dall’uomo. Questi processi determinano produzione di emergia che può essere utilizzata come combustibile in forma solida (pellet), liquida (biocombustibili) o gassosa (biogas).
Anche i rifiuti possono essere considerati biomassa e sfruttati a fini energetici. In Italia esistono diversi impianti di trattamento dei rifiuti che prevedono, oltre al riciclaggio e al deposito in discarica dei rifiuti, il recupero energetico degli stessi. Questi impianti prendono il nome di termovalorizzatori. Un termovalorizzatore permette di ottenere dal rifiuto, tramite un processo di combustione, calore ed energia. Differenziare i rifiuti è un’operazione molto importante negli impianti di termovalorizzazione che consente di ridurre l’inquinamento e riciclare.