L’allevamento è un’attività molto antica, praticata dall’uomo anche precedentemente all’agricoltura. Nel tempo, infatti l’uomo ha selezionato animali di facile gestione e ha imparato a ricavarne carne e prodotti secondari come il latte e le uova. Con l’allevamento infatti l’uomo aveva garanzia per riserve future di cibo che poteva ottenere al momento della necessità. I moderni allevamenti sono orientati non solo al fabbisogno di un singolo individuo ma alla produzione per il consumo di massa: l’allevamento è diventato di conseguenza un settore molto importante nell’economia di un paese.
Con il tempo l’allevamento ha subito una profonda evoluzione e oggi, a parte alcuni casi, l’allevamento è una pratica meccanizzata. E come sappiamo la meccanizzazione richiede energia.
Dove e quando si usa energia nell’allevamento? Gli impianti per la mungitura degli animali, la pulizia delle stalle, i nastri automatizzati che consentono la raccolta e la distribuzione degli alimenti agli animali, il riscaldamento e l’illuminazione delle stalle.
Un esempio di allevamento meccanizzato è senz’altro l’allevamento intensivo, pratica oggetto di numerose critiche per ragioni etiche, per la salute e per l’ambiente. Caratteristiche di questo sistema sono gli animali trattenuti in spazi piuttosto ristretti, allo scopo di massimizzare l’uso dello spazio disponibile e semplificare le operazioni di nutrimento e cura.
E’ una pratica che si è diffusa nel XX secolo (in Italia soprattutto a partire dal secondo dopoguerra) con lo scopo di soddisfare la crescente richiesta di prodotti di origine animale (in particolare carne, uova e latticini) abbattendone al contempo i costi, in modo da rendere questa categoria di prodotti adatta al consumo di massa.
Dall’attività dell’allevamento si può comunque ricavare un tipo di gas (il biogas) il quale può essere utilizzato per la produzione di energia elettrica. Si tratta di una miscela di vari tipi di gas, prodotto dalla fermentazione batterica dei residui organici provenienti da rifiuti, vegetali decomposti, liquami zootecnici, scarti dell’agro-industria.